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Nuovi anticoagulanti orali versus Warfarin nei pazienti con fibrillazione atriale

Nei pazienti con fibrillazione atriale, i nuovi anticoagulanti orali forniscono un beneficio clinico netto rispetto agli antagonisti della vitamina K. Queste le conclusioni di una meta-analisi compiuta su 12 studi clinici randomizzati per un totale 54.875 pazienti.
Tre sudi hanno riguardato Dabigatran etexilato ( Pradaxa ), 4 Rivaroxaban ( Xarelto ), 2 Apixaban ( Eliquis ) e 3 Edoxaban ( Lixiana ).

L’analisi ha mostrato che l’impiego dei nuovi anticoagulanti orali è associato a una riduzione statisticamente significativa del rischio relativo di mortalità totale e di mortalità cardiovascolare, in entrambi i casi dell’11%.
La mortalità totale è risultata pari al 5.61% con i nuovi anticoagulanti orali contro il 6.02% con Warfarin ( Coumadin ), mentre la mortalità cardiovascolare è stata, rispettivamente, pari al 3.45% e del 3.65%.

E’ stata anche osservata una tendenza verso una riduzione degli eventi emorragici maggiori ( rischio relativo, RR=0.86 ), con una riduzione significativa dei sanguinamenti intracranici ( RR=0.46 ).

Il vantaggio con i nuovi anticoagulanti orali ha riguardato tutti gli outcome di efficacia e di sicurezza ( ictus, embolia sistemica, sanguinamenti maggiori ).

L’uso dei nuovi anticoagulanti al posto del Warfarin potrebbe evitare 1 morte per qualsiasi causa ogni 244 pazienti trattati, e 1 morte per cause cardiovascolare ogni 500. ( Xagena News )

Fonte: Circulation, 2012